SVILUPPO URBANISTICO - Geometra Mario Vassallo

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"Sul sentiero dei ricordi"
Mario Vassallo


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Fotografia per gentile concessione di Foto Naby Squarzoni - Andora




SVILUPPO URBANISTICO




Nell’immediato dopoguerra, il primo piano urbanistico corrisponde al Piano di Fabbricazione utilizzato presumibilmente nella stesura definitiva dal 23/05/1960, richiamato e riferimento del primo Regolamento Edilizio del Comune di Andora (1957).
Tale strumento viene redatto in forma molto semplice, sfruttando il Quadro d’Unione del Catasto Terreni e prevede in dettaglio” la zonizzazione della sola zona “centrale”, indicando e delimitando sommariamente le zone intensive e semi - intensive di sviluppo edificatorio.



Si assiste così al primo studio di dove verranno costruiti i palazzi, scomparendo la parte agricola, nonché alla materializzazione delle zone “residenziali” per eccellenza di Pigna e Rollo a Ponente e di Pineta e Pinamare a Levante.
Non esiste ancora una vera e propria pianificazione stradale: c’è ancora molto spazio (tutto) e non ci sono ancora stringenti esigenze di viabilità.

L’edilizia prende ufficialmente il via.

Successivamente, i piani urbanistici saranno sempre più puntuali e dettagliati, prevedendo zone destinate a spazi pubblici, nuove strade e la zonizzazione del territorio.
L’entroterra rimarrà di destinazione agricolo – boschiva, con evidenza e distinzione dei nuclei abitati, mentre la porzione di territorio tra la ferrovia ed il mare sarà impostata come la vera e propria cittadina.

Nel 1964 viene creato il primo Piano Regolatore Generale, il quale sebbene ancora in modo sommario, prevede un intervento urbanisticamente più completo del territorio.
Una caratteristica di notevole evidenza in tale strumento è l’individuazione di una strada principale che parte dalla Strada Nazionale Aurelia, in prossimità dell’attuale porto (ancora inesistente all’epoca, sebbene siano già stati iniziati i lavori per la creazione di moli) e prosegue serpeggiando in trasversale la piana, verso la Strada Comunale Andora - Stellanello (successivamente Strada Provinciale n° 13 “Valmerula”), passando a monte della Chiesetta di Santa Matilde (non è ancora diventata Parrocchia).
Tale percorso viario, di fatto, sembrerebbe non rispettare l’originaria conformazione stradale presente sul territorio, così come le preesistenti confinazioni dei lotti terrieri.
Nella zona strettamente più centrale prendono forma gli “isolati” e la rete stradale odierna.


Nel periodo compreso tra la gli anni ’60 ed i primi anni ‘70 compare una grande novità nel quadro urbanistico andorese: il porto.
In questo periodo l’edilizia è in grande fermento, si susseguono varie modifiche più o meno sostanziali alla pianificazione urbanistica di base.
Gli elaborati grafici dei Piani Regolatori diventano più dettagliati e sono redatti inizialmente sulla rappresentazione della Mappa Catastale e successivamente compare la prima cartografia planoaltimetrica con curve di livello: la Carta Tecnica Regionale, che sfrutta i principi della aerofotogrammetria.


In questo periodo le palazzine crescono a ritmo elevato e, spesso, costruendo si fanno delle variazioni all’assetto viario previsto:
il serpentone che doveva collegare l’imboccatura del porto con la strada Comunale Andora - Stellanello non viene realizzato;
la via dei Mille doveva congiungersi alla via San Damiano: invece vengono creati, in tale tratto, dei giardini pubblici;
con l’ampliamento di alcune strade e la creazione di nuovi crocevia vengono abbattute case esistenti.


Inesorabilmente, ogni giorno scompaiono lotti di campagna per fare il posto a complessi abitativi “in verticale”.

Nella vita di tutti i giorni dei vecchi residenti, lentamente e definitivamente, spariscono i vecchi nomignoli, i vecchi punti di riferimento, le vecchie strade sterrate, in favore delle denominazioni istituzionali.

Il resto è ormai vita di tutti i giorni.


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