MODIFICHE DEL TERRITORIO - Geometra Mario Vassallo

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"Sul sentiero dei ricordi"
Mario Vassallo


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MODIFICHE AL TERRITORIO


Alla fine degli anni ‘50, in posizione fronteggiante il mare ed a monte rispetto alla Strada Nazionale Aurelia, circa a metà del tratto costiero, sorge il primo edificio “moderno”, esempio dell’edilizia in verticale: il primo palazzo che darà il via all’espansione dell’abitato nel nucleo centrale di nuova formazione della cittadina: l’odierno Condominio “RIVIERA”, spesso indicato come “Palazzo del Sole”.
Da questo momento si forma una serie di arterie stradali ortogonali al litorale costiero, che permettono di creare, con il collegamento trasversale delle nuove future vie, una serie di isolati pressoché rettangolari e, comunque, di forma piuttosto regolare: nascono così in principio la via A. Doria, la via Roma, la via dei Mille ed un tratto della via Clavesana.
In seguito lo sviluppo urbanistico si svolgerà espandendosi da questo nuovo centro, allargandosi fino alla consistenza attuale.
Edifici di cinque o sei piani, alcuni con negozi al piano terreno, antistanti parcheggi, zone di verde pubblico, pochi giardini privati, viabilità ordinata: questa è la crescita prevista dallo sviluppo che segue l’avvento del “boom economico”; la progressiva riduzione e poi scomparsa dei terreni coltivati e la trasformazione da piccolo paese di campagna a cittadina turistica rivierasca.
Il nuovo tessuto urbano si completa in circa un quarantennio, riconducendo ogni decennio a singole zone di intervento, dove spesso si sacrificano le vecchie case rurali ed edifici esistenti, per dare sbocco ad interventi edificatori di tipo intensivo.
A Levante del Merula, nelle località Marina, Bastione, Binelli, Cà Bianca, Mezzacqua, San Lazzaro, si assiste ad un rinnovamento sostanziale dell’abitato, con “l’invenzione” di nuove zone quali Pineta e Pinamare, creando una sorta di unico lotto residenziale, che accentra le attività complessive e maggiori della nuova cittadina.
A Ponente, invece, rimangono in piedi i vecchi edifici, ad assistere ad un allontanamento graduale dell’interesse per tali zone, con una specie di “spopolamento” che induce ancora oggi a considerare erroneamente le Località Stazione, Pigna e Frassada, come l’antico abitato andorese.
Tutto intorno, nell’entroterra e sulle colline, le antiche frazioni sono testimoni di un lento e graduale abbandono, per diventare dopo alcuni decenni, nuovamente meta di ricerca esasperata di luoghi e porzioni di immobili immersi nella tranquillità e nel verde, magari anche con invidiabile vista panoramica; in questo lasso di tempo, la morfologia e la consistenza di tali nuclei rimane pressoché inalterata, mantenendo l’originario fascino di luoghi dove la modernizzazione è arrivata in modo meno intenso.
La cittadina cresce a vista d’occhio, aumentando non solo la potenziale ricettività turistica, ma anche la popolazione residente, come dimostrato dal confronto dei dati rilevabili dai censimenti effettuati.


La tabella sotto riportata evidenzia come il periodo della Seconda Guerra Mondiale abbia “toccato” marginalmente l’andamento demografico del Comune di Andora.
Si determina un aumento netto della popolazione nel periodo a cavallo degli anni ’60 e ‘70, coincidenti con il boom edilizio, seguito nei decenni successivi da una crescita continua ma più ridotta e controllata.


ANNO

RESIDENTI FEMMINILE

RESIDENTI MASCHILE

RESIDENTI TOTALE

1861


1940
1971


1844
1881


1950
1901


1753
1911


1675
1921


1803
1931


2131

1936

2284

1951

2464

1961

1588

1582

3170

1971

2428

2267

4695

1981

3138

2930

6058

1991

3424

3140

6564

2001

3571

3196

6767

2004

3728

3368

7096

2016

3947

3614

7561

In questo contesto globale, è stato  considerato ed  approfondito quanto successo in una parte di Andora: quella dove si è creato il nuovo centro cittadino, in un’area compresa a Levante del Merula.
Il motivo principale di tale scelta è dettato dal fatto che in questa zona si è svolto il cambiamento più sostanziale e prima che altrove, modificando totalmente quello che preesisteva.

Nella riproduzione sotto riportata si descrive la situazione insediata e territoriale degli anni ‘50.



Nella riproduzione grafica seguente si riporta lo stato attuale della zona corrispondente.



Nella planimetria seguente, invece, si evidenziano i periodi di costruzione ed espansione edilizia nel centro urbano andorese, riportando in tabella le indicazioni dei rispettivi interventi edificatori per periodi, riferiti alle denominazioni dei Condomini realizzati.

Occorre tenere presente che la rappresentazione grafica effettuata e le seguenti tabelle schematiche sono da ritenersi indicative, poichè di alcuni edifici non è stato possibile ottenere riscontri documentali precisi, circa l'effettiva data di realizzazione, e conseguentemente potrebbero esserci delle traslazioni di periodo per gli anni di fine - inizio decennio.


Si può notare, dalla grafica rossa, che sono rimaste poche costruzioni “originarie”, cioè preesistenti gli anni ‘50; alcune databili agli inizi del 1900 o epoca precedente.
Alcune di tali costruzioni hanno rappresentato e costituito strutture per usi diversi nel tempo, altre e solitamente antiche case rurali, sono rimaste integre nella loro funzione di abitazione famigliare, in maggior parte ancora appartenenti alle stesse famiglie che le occupavano nell’epoca di riferimento degli anni ‘50.

FABBRICATI COSTRUITI PRIMA DEGLI ANNI ‘50



FABBRICATI COSTRUITI NEGLI ANNI ‘50


FABBRICATI COSTRUITI NEGLI ANNI ‘60


FABBRICATI COSTRUITI NEGLI ANNI ‘70


FABBRICATI COSTRUITI NEGLI ANNI ‘80


FABBRICATI COSTRUITI NEGLI ANNI ‘90



CONDOMINI COSTRUITI NEGLI ANNI 2000



Altra caratteristica che ha avuto enorme incidenza sul passaggio da paese a cittadina è stato il cambio radicale e sostanziale della nomenclatura dei luoghi, dei particolari territoriali e dei riferimenti usati ed applicati un tempo.
Sarebbe troppo lungo descrivere per esteso ogni singolo cambiamento e per tale motivo è stato preferito raccogliere sotto forma di tabella i riscontri analizzati, pescando dai documenti ufficiali e noti, dai ricordi, dagli aneddoti, dagli usi e dalle consuetudini.

DENOMINAZIONI STRADALI



DENOMINAZIONI LOCALITA’


Queste ultime due tabelle riassumono i nomi dei luoghi e delle strade appartenenti agli stessi:

  • per quanto riguarda le località, molte denominazioni non solo sono state modificate, ma si sono totalmente perdute, poiché assorbite all’interno dell’unico nuovo tessuto urbano costituito;

  • per quanto riguarda le strade, invece, il discorso risulta essere più difficoltoso, poiché i tracciati originari hanno subito sostanziali modifiche e, in alcuni casi, la corrispondenza attribuibile è limitata solo a brevi tratti degli attuali percorsi viari; tra l’altro non deve essere dimenticato che originariamente molti percorsi di collegamento erano costituiti da veri e propri sentierini (stradellìn), non identificati con denominazioni univoche, ma con termini variabili secondo circostanze dell’epoca.


Negli anni '50 e soprattutto negli anni '60 si attribuiscono ufficialmente le denominazioni alle vie della cittadina in corso di formazione: nomi di santi, di luoghi geografici, di personaggi storici, di riferimenti locali territoriali, di personaggi in qualche modo legati alla storia locale.
Tali denominazioni giungeranno fino ai giorni nostri, con relative modifiche, aggiornamenti dei tracciati ed integrate con altri tratti stradali, di nuova formazione nel corso degli anni.

E' stato difficile rintracciare la documentazione che testimoniasse tali avvenimenti; tuttavia, con le ricerche effettuate è stato constatato un fatto a molti sconosciuto e particolarmente curioso: negli anni '60, con lo sviluppo urbanistico in piena evoluzione, si usava studiare e tracciare a tavolino, sulla pianificazione urbanistica e territoriale (cartografia), la posizione dei nuovi fabbricati da edificare; ciò portava conseguentemente alla identificazione dei nuovi "isolati", perimetrati da nuovi tracciati viari.
L'Amministrazione Comunale dell'epoca provvedeva, quindi, ad attribuire i nomi alle "nuove vie", spesso prima che le stesse fossero effettivamente completate a seguito delle lottizzazioni da effettuarsi e/o in corso di realizzazione.

E qui nasce la "sorpresa": sono stati rinvenuti una ventina di nomi di vie regolarmente ed ufficialmente attribuiti, negli anni poi scomparsi o, comunque, non utilizzati.

Durante le ricerche effettuate, presso alcuni uffici veniva sostenuto che tali attribuzioni non avrebbero avuto effetto alcuno, poichè non identificabili e/o non rintracciabili in loco.
Tuttavia, non convinto di tale assunto, un approfondimento delle ricerche ha permesso di recuperare una cartografia ufficiale dell'epoca che evidenzia in dettaglio il posizionamento di alcune di tali denominazioni "scomparse" e permette altresì, in base ai criteri di denominazione utilizzati all'epoca, di individuare anche le restanti.




Per concludere, quanto è rimasto oggi di quelle case degli anni ‘50 e che cosa è scomparso ed è stato sacrificato da quell’epoca, per la realizzazione di nuove costruzioni?
Fare un resoconto dettagliato è sicuramente un’impresa molto ardua, tuttavia limitando lo studio alla sola zona già considerata per l’avvento dei “Condomini” (vedasi precedente planimetria a colori), è stato fatto un tentativo per tale porzione urbana: l’area individuata dal perimetro costituito da via Dante Alighieri, via Marco Polo,  via San Lazzaro, via San Damiano, via San Giacomo, via Mezzacqua, viale Mazzini, via Aurelia, mare e via Vespucci.
Ad ogni fabbricato è stato attribuito un nome di un proprietario o un rispettivo abitante nel periodo degli anni ‘50, al fine di meglio identificarlo.
Le tavole grafiche su grande formato allegate riportano alla luce nominativi di persone con i relativi nomignoli o soprannomi: un modo caratteristico ed affettuoso per ricordare solo alcuni di coloro che hanno trascorso la loro esistenza posando i propri passi sulla terra andorese.

Tale documentazione crea un raffronto visuale schematico con alcune viste panoramiche sull’antica piana, numerando i riferimenti ai nominativi di appartenenza e, in alcuni casi, effettuando l'inserimendo di linee ed indicazioni al fine di illustrare meglio la “ricostruzione” operata sull’Andora di ieri.
Trattandosi di operazione piuttosto complicata, pare doveroso scusarsi per eventuali sviste, errori e/o omissioni eventualmente commesse.


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