CURIOSITA' - Geometra Mario Vassallo

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"Sul sentiero dei ricordi"
Mario Vassallo


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CURIOSITA'

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In cima a Capo Mele sarebbe esistito un edificio di culto probabilmente attribuibile al Monastero benedettino della Gallinara; sui resti di quest’ultimo sarebbe stato costruito il “Semaforo” e successivamente realizzata la base militare aeronautica; ciò secondo alcune fonti; invece, secondo altre fonti, i resti sarebbero appartenuti all’Oratorio di Sant’Antonio, documentato dal “Sacro e Vago Giardinello”, requisito in occasione della costruzione del citato “Semaforo”.

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La via Ligure Costiera lambiva l’antichissima cappella dei Santi Nazario e Celso (1500), oggi scomparsa, e probabilmente ubicata in corrispondenza dei resti della “Cà du Merlu”, ove è ricordata dalla lapide affissa (Sacro vago Giardinello – 1600).





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Esiste traccia nella memoria popolare di un passaggio segreto che dalle prigioni del Castello avrebbe condotto fino in corrispondenza del ponte romanico, dove erano presenti degli anelli di attracco per imbarcazioni e dove era protetto da un enorme macigno; nel tratto di tale passaggio segreto sarebbe stata creata una “botola tranello” costituita da una sorta di pozzo che conteneva infisse sulle pareti delle lame di spade che maciullavano senza scampo i malcapitati; secondo un ricordo di Luciano Dabroi riferito ad un racconto di un suo parente anziano, tale presenza del passaggio segreto sarebbe stata rinvenuta da Umberto Maglioni, il “Muto di Castello”, poco tempo prima della morte.



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Ai tempi dell’”Hospitale” esistevano nel borgo anche almeno due botteghe.



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L’edificio nel borgo del Castello ove abitarono i Marchesi Maglioni, conteneva una cappella dedicata a Santa Maria Maddalena e fu anticamente adibito ad “Hospitale”, con una dotazione di quattro posti letto in tre stanze.




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Secondo l’ipotesi del Serra, Andora sarebbe stata fondata nel 753 a.C. dai focesi che successivamente diventati liguri avrebbero a loro volta fondato colonie come Andora (Andorra) nella penisola iberica.


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Nel Portolano del 1300 Andora figura come “Melle Dandolla”, cioè “Capo Mele d’Andora”.


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Le due Pievi antiche della valle del Merula sono San Giovanni Battista ad Andora e Santi Pietro e Paolo a Testico; la Chiesa di San Pietro è tra le più vecchie di tutta la vallata e potrebbe essere stata l’origine primaria di entrambe le Pievi citate; (J. Costa Ristagno).




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Esistevano due torrioni contro le incursioni barbaresche costruiti uno nel 1500 (Bastione) vicino al mare ed uno su Capo Mele nell’anno 1725 (Amato Amati); quest’ultimo oggi distrutto.

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Il Parlamento della “Magnifica Comunità di Andora” fu composto di 100 membri, 20 per ciascuno dei cinque quartieri gradualmente sviluppatisi: San Giacomo, Laigueglia; San Pietro, Sant’Andrea, San Giovanni.

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Nel terreno denominato Binello, poi proprietà Ferrando, durante lavori di aratura negli anni ’30 fu ritrovato un sarcofago di pietra, risalente ad età paleocristiana ed oggi visibile presso il museo di Albenga.



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Anticamente sistemi di misura :

o Lunghezza si usava: la canna, valutata 12 palmi; ogni palmo era 12 ongie.
o Liquidi si usava il barile, mezzo barile, la pinta e l’amola;
o Il barile che serviva per l’olio conteneva 7 e ½ rubbi e poco di più se l’olio era denso; questo a sua volta era suddiviso il 64 pinte.
o Il barile che serviva per il vino conteneva 5 rubbi e si divideva in 44 amole.
o Per misurare le materie secche si usava lo staio, mezzo staio e motularo; quattro stai facevano una mina, pari a circa 12 rubbi; il motularo serviva per misurare noci, mandorle e castagne.
o Le olive si compravano misurare a motularo, sul quale si passava la randa qualora traboccassero.
o I solidi si misuravano con strumenti di metallo o materia dura ed erano il cantaro, il rubbo, il rotolo e la libbra; ogni strumento era marcato con un segno pubblico.
o Il cantaro era di 6 rubbi, oppure 100 rotoli, oppure 150 libbre; il rubbo si divideva in 25 libbre; la libbra in 11 oncie; il rotolo in 18 oncie.


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Ogni anno nel mese di Aprile si radunava il Magnifico Parlamento della Comunità di Andora e poco prima di detta adunanza si procedeva dagli Anziani alla nomina dei 28 soggetti abili alla carica degli Anziani, dei Censori e degli Estimatori. I soggetti di dette nomine dovevano essere 6 del 1° quartiere di San Giacomo, 4 del 2° quartiere di Laigueglia, 6 del 3° quartiere di San Pietro, 7 del 4° quartiere di Sant’Andrea e 5 del 5° quartiere di San Giovanni. Detti soggetti nominati si sottoponevano successivamente ai voti del Parlamento, con ordine di uno per ogni quartiere a partire dal primo nominato per ciascuno degli stessi. Venivano eletti i 6 Anziani che avevano ottenuto il maggior numero di voti, mentre i tre a seguire venivano nominati Censori ed i successivi 3 nominati Estimatori; i restanti 16 rimanevano esenti da cariche. Un Anziano ed un Censore venivano eletti sempre dal quartiere di Laigueglia, mentre gli altri dai restanti quattro quartieri. Il Parlamento era composto da 100 membri che si eleggevano con lo stesso criterio in numero di 20 per ognuno dei cinque quartieri della comunità, avendo il riguardo di scegliere Capi di casa ed i maggiori possidenti di beni stabili all’interno del Comune. Il Consiglio era composto da 28 persone elette come sopra in numero di 6 nel 1° quartiere di San Giacomo, 4 nel 2° quartiere di Laigueglia, 6 nel 3° quartiere di San Pietro, 7 nel 4° quartiere di Sant’Andrea e 5 nel 5° quartiere di San Giovanni. In maggio d’ogni anno si radunavano i 2 Consigli nuovo e vecchio e degli anziani e dai 2 cassieri dell’anno precedente si rendevano i conti di entrata ed esito. In Consiglio nuovo eleggeva 5 persone, una per ogni quartiere, per rivedere i conti presentati: nomine che venivano approvate dai 6 anziani. Gli stessi Anziani eleggevano nei quattro quartieri di Andora (escluso quello di Laigueglia) 2 cassieri, scelti tra i migliori possidenti, i quali dovevano avere il maneggio del pubblico denaro. I conti presentati dovevano essere rivisti ed approvati dall’Illustrissimo Capitano sedente in Porto Maurizio. Tutte le pubbliche adunanze del Magnifico parlamento avevano luogo al Castello o nel suo borgo al suono della campana maggiore. Perché fossero valide le adunanze dovevano essere presenti 4 Anziani e 2/3 del Parlamento e del Consiglio, cioè 67 membri del Parlamento e 19 del Consiglio. Il Notaio Cancelliere della comunità non veniva nominato, ma il 1à Maggio di ogni anno entrava in possesso dell’ufficio il notaio a cui spettava il turno tra i Notai di Andora e Laigueglia.



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Si racconta il ritrovamento, nei primi anni ’70, di resti estesi di una nave, come si disse all’epoca, forse romana, durante le operazioni di scavo per le fondamenta di un edificio posto a ridosso della attuale via Colombo.


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I cinque quartieri della Magnifica Comunità di Andora erano:
o San Giacomo: comprendeva le borgate di Castello, Borgo, Marina, Colla dei Micheri, Mezzacqua, Marino;
o Laigueglia: si estendeva per quanto si estendono i diritti di jus Parrocchiale del Reverendo Arciprete;
o San Pietro: comprendeva le borgate Negri, Galleani, Metta, Pian Rosso, Roseghina, Costa d’Agosti, Lanfredi, Sottani, Siffredi, Divizi, Cà dei Forti, Tigorella;
o Sant’Andrea: comprendeva le borgate Ferrara, Domo, Costa dei Garassini, costa di Mezzo, Moltedo, Barò;
o San Giovanni: comprendeva le borgate Rollo, Confredi, Canussi.



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Nel secolo XIV si staccarono progressivamente dalla Parrocchia di Andora tutte le borgate (tranne San Pietro, Rollo e Laigueglia) e la maggior parte della popolazione si trasferì sulla destra del Merula, sicchè si fecero istanze per portarvi la sede Parrocchiale togliendola dal Castello. Ciò diede luogo a contrasti e promosse un interdetto a seguito del quale fu inviato un Nunzio Pontificio per stabilire il sito della nuova chiesa. Per avere sfavorito le genti del Castello, il Nunzio fu ucciso col pugnale da un Gaggino: ne seguì una scomunica e, secondo la leggenda, lo spopolamento istantaneo di Andora per un’invasione di formiche.



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Nel borgo affacciato sul mare, abitava una ragazza incantevole di nome Andalora (che significa landa d’oro), la quale viveva felice della sua vita quotidiana e dell’amore con il giovane Stefanello, suo promesso sposo.
L’incanto venne spezzato dall’arrivo improvviso di Al Kadir, uno spietato pirata barbaresco che decise rapire Andalora, legandola all’albero maestro della sua nave.
Stefanello nella notte si avvicinò all’imbarcazione per cercare di liberare l’amata, ma venne scoperto e fu ferito a morte.
Andalora si gettò sull’amato Stefanello e, in un abbraccio disperato, si lasciarono cadere in acqua e incontrarono la morte insieme, abbracciati tra le onde e protetti da quelle acque che li avevano visti nascere.
L’estremo gesto colpì il duro cuore barbaresco di Al Kadir che, commosso da tanta passione, si convertì al cristianesimo e chiamò i due borghi da lui conquistati, con il nome dei due giovani innamorati, in ricordo del loro eterno amore.
Così Andalora divenne Andora e Stefanello divenne Stellanello: due borghi inseparabili per l'eternità.

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Esiste una cartolina d'epoca, risalente alla prima metà del '900, raffigurante la Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo con il campanile dalla parte opposta rispetto a quella corretta, a causa di una inversione di stampa.




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