CRONOLOGIA FINO AL 1900 - Geometra Mario Vassallo

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"Sul sentiero dei ricordi"
Mario Vassallo


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CRONOLOGIA E NOTIZIE STORICHE - FINO AL 1900

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Le notizie storiche inerenti Andora si presentano spesso lacunose e con grandi vuoti per periodi di tempo piuttosto ragguardevoli.
In alcuni casi la storia e gli avvenimenti certi sono offuscati e modificati da ricordi legati più alla leggenda che ai fatti veramente verificatisi.

Tuttavia, come spesso succede, anche nei racconti fantastici si possono rilevare dati ed elementi riconducibili alla realtà.

Con tale considerazione sono state raggruppate le notizie provenienti da varie fonti documentali e riportate con sequenza cronologica, dove permesso dalla presenza di date certe, e, sotto forma di rassegna di aneddoti, laddove mancano riscontri databili o dove si fa riferimento a particolari dell’epoca e non solo a fatti accaduti.

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LE ORIGINI

  • Secondo fonti storiche antiche, l'originario nucleo di Andora sarebbe stato fondato intorno al 753 a.C. da una colonia di Focesi, popolo greco originario della Focide (Focea era una città ionica dell'Asia Minore, fondata, secondo la tradizione, da coloni ateniesi, focesi e peloponnesiaci, in territorio ceduto dall'eolica Cuma, coi due porti di Naustathmòs e di Lamptèr, ubicata sul sito della odierna città di Foça in Turchia, a circa 60 km a nord-ovest di Smirne), commercianti - navigatori, che l'avrebbero a lungo usata come approdo per il commercio del sale che estraevano dai giacimenti   della vicina Corsica.

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PRIMA DELL’ANNO 1000

  • 991: il "pagus" di Andora fu sotto il dominio dei Marchesi del Vasto e di Monferrato.

  • IX – X secolo: a questi secoli si riferisce l’impianto di una fornace per la fusione del bronzo, rinvenuta negli scavi di ricerca effettuati nell’area del Castello.

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XII SECOLO

  • 1153: il 13 aprile, Anselmo di Quaranta, capostipite dei Della Lengueglia è investito da Odoardo vescovo di alberga, di decime di località prima soggette all’arcivescovo genovese, tra le quali Andora.

  • 1169: la Chiesa di San Martino è documentata ad Andora da tale anno, sebbene non sia noto se a quel tempo esistesse già il monastero, presente invece all’inizio del 1400.

San Martino diventò in seguito la cappella della "Villa della Marina".
L’oratorio di San Martino fu annesso, in tempi moderni, alla villa del marchese Marco Maglioni e successivamente, alla morte dello stesso, fu dismesso e trasformato in cucina, fino a quando il palazzo fu venduto e demolito per la costruzione del "Grand Hotel du Parc".
La bolla di Papa Alessandro III del 2 aprile 1169 riporta l’elenco completo dei possedimenti in Italia e in Catalogna del monastero di Santa Maria e San Martino sull’isola Gallinaria: tra questi la chiesa di San Martino, la chiesa di Santa Croce nel territorio di Alassio, la chiesa di Sant’Ambrogio nel borgo di Alassio, San Martino di Andora "et homines et possessiones ipsius vallis", gli abitanti di Cervo, la metà di Porto Maurizio; (Calzamiglia).

  • 1170: prima citazione documentata del castello di Andora, considerato tra i "castra nova" della convenzione tra i marchesi Guglielmo e Bonifacio di Clavesana e i consoli di Albenga, con la quale entrambe le parti si impegnano a distruggere i castelli da poco costruiti di Lavina, Vellego, Pietra e Andora, disponendone la smilitarizzazione; tuttavia i marchesi non lasceranno Andora finchè non saranno pagate oltre 200 lire e danno in pegno il castello di Stellanello; in tale periodo, il "castrum Andoriam" è detto pure "castrum Saxonis", forse in riferimento ad un vassallo nordico dei marchesi di Clavesana, il quale non comparirà più in seguito.

  • 1186: gli "homines de Andora" contraggono accordi di natura fiscale con il comune di Genova.

  • 1199: accettazione di una convenzione con Genova riguardante la navigazione: Andora si obbligava a non navigare nella bella stagione senza il permesso di Genova ed in uno spazio delimitato tra la Sardegna e Barcellona.

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XIII SECOLO

  • 1202: Genova concede ad Andora l’apertura di un mercato annuale, da tenersi il 1° di Agosto.

  • 1204: Andora quale aderente alla LURA (lega costituita da molte località della valle Arroscia, Andora, Oneglia, Prelà, Rezzo e Nasino), viene coinvolta in una serie di scontri nei quali Porto Maurizio e Diano subiscono gravi danni: l’intervento di Genova riporta la pace.

  • 1226: San Giovanni di Andora appare come collegiata indipendente: ha ruolo di Pieve e vi si possono celebrare i sacramenti.

I Clavesana si allearono con Albenga e Savona contro Genova, sancendo la loro fine.

  • 1227: Andora partecipa, insieme ad Alberga, alla guerra contro Genova: tale episodio segnò per le comunità della valle del Merula l’inizio del Condominio con la Repubblica.

  • 1228: il 7 giugno, Andora viene liberata dal giuramento di fedeltà ai marchesi di Calvesana.

Nello stesso anno i marchesi Oddone e Bonifacio Tagliaferro subirono riduzioni dei propri domini da parte della Repubblica di Genova.

  • 1233: nuova rivolta ad Andora, Stellanello, Vellego, nella valle di Oneglia e nella valle Arroscia, contro la Repubblica di Genova: la ribellione finirà con la vittoria di Genova ed il conseguente maggiore obbligo per Andora a fornire marinai in caso di guerra.

Il 12 settembre, Anselmo di Lengueglia giura fedeltà alla Repubblica di Genova, promettendo di cedere i propri diritti gravanti ancora su Andora e Stellanello.

  • 1235: la contessa Mabilia e Bonifacio II di Clavesana si indebitano di 137 lire e 12 soldi con Enrico Cepolla.

  • 1236: l’8 giugno, un altro prestito di 330 lire concesso ai marchesi di Clavesana a fronte dell’ipoteca di metà del castello e della "villa di Andora": ciò è dovuto da una situazione economica dissestata, che ha creato un indebitamento con alcuni ricchi cittadini genovesi.

  • 1237: Bonifacio II e sua madre Mabilia nell’estremo tentativo di salvare il proprio possesso completano la fortificazione del castello di Andora: tali opere difensive consistono nel rafforzamento del "Paraxo" e nella porta – torre emergente dalla cinta muraria; (Lamboglia).

Il 3 luglio dello stesso anno, Bonifacio Tagliaferro, e marchese di Clavesana, vende a Emanuele e Lanfranco Doria la metà dei propri diritti sui castelli e sulle località di Andora e Stellanello al prezzo di 5000 lire.
In tale anno, su Andora, vantano ancora diritti i Della Lengueglia.

  • 1242: il territorio di Andora viene devastato dalla flotta genovese: è la conseguenza dell’adesione dei marchesi di Clavesana alla parte dell’Imperatore Federico II, allora in guerra contro Genova.

  • 1242: una saettia ed altri legni minori ancorati alla foce del Merula furono distrutti dai Genovesi.

  • 1251. viene siglata la pace tra Genova e i marchesi di Clavesana.

Nello stesso anno, in seguito ad una ribellione di Albenga contro Genova, Andora, colpevole di avere aiutato la vicina città, si vede bruciare una galea ancorata nel suo porticciolo: nell’atlante Luxoro del Medio Evo, infatti, è segnata la stazione marittima di "Mele Dandolla", identificabile con il punto di sbarco fondato dagli andoresi alla foce del Merula.

  • 1252: il 7 giugno, pressati dai debiti, Manuele e Francesco I di Clavesana, figli di Mabilia e fratelli di Bonifacio, vendono per 5000 lire, a Porchetto Streiaporcus il castello, la villa il borgo e il distretto di Andora; il giorno seguente Porchetto Streiaporcus dichiarò pubblicamente di avere effettuato l’acquisto a nome del Comune di Genova, cui trasferì i relativi diritti; (prof. Pavoni); finisce così la Signoria dei Clavesana e nel "Paraxo", già sede di un vassallo clavesanico, si insedierà il rappresentante genovese.

Il 12 settembre, Anselmo di Lengueglia giurò fedeltà alla Repubblica e cedette i propri diritti sulle valli di Andora e di Stellanello, il castello di Teco e Zuccarello.
I Genovesi sancirono la definitiva sottomissione dei territori a suo tempo in rivolta potendo intervenire legalmente contro i ribelli.
Rimasero vigenti i patti di Andora e Stellanello così come stipulati nel 1228, secondo i quali i due Comuni dovevano provvedere all’esercito e relativi obblighi verso Genova, con facoltà di Andora di usufruire della gabella sul sale, già pagata ai feudatari, e per Stellanello di godere dei diritti di pascolo e coltivazione nelle terre possedute nel distretto di Diano; (A. Molinari).
Sempre nel 1252 nella Pieve di San Giovanni Battista in Andora vi era già costituito un Capitolo di Canonici dipendente dalla Curia di Albenga.

  • 1277: in un documento si fa menzione di un certo Pietro Barillarus, sindicus del Comune di Andora: testimonianza dell’ordinamento comunale sul territorio.

  • 1284: alla battaglia della Meloria, Andora partecipa con 6 nocchieri, 80 soprassaglienti e balestrieri, 180 vogatori; (Calvini).

  • 1290: nella battaglia contro i Pisani alla conquista di Cagliari, Andora partecipa con 30 uomini; (Calvini).

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XIV SECOLO

  • 1302: il castello fu preso d’assalto dai ghibellini.

  • 1309: il castello di Andora passa in mani ghibelline, occupato dalle truppe di Opinino Spinola.

  • 1320: il castello di Andora passa in mano ai Guelfi genovesi.

  • 1321: il vescovo di Albenga, Emanuele Spinola, ghibellino, dopo un duro assedio cominciato con scontri sulla spiaggia di Andora, perde la vita in battaglia contro una fazione di guelfi che si erano asserragliati nel castello di Andora.

  • 1340: il castello è distrutto dal Vicario Imperiale, il quale fa radere al suolo l’antica torre centrale.

  • 1340 – 1341: guerra civile fra Doria e il nuovo doge di Genova, Simon Boccanegra. Andora, ribelle alla capitale, viene sconfitta e smilitarizzata: la torre principale viene abbattuta per ordine del Vicario Imperiale; è probabile che in tale periodo la porta – torre a fianco della Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo sia trasformata in campanile.


  • 1348: Andora è colpita dalla disastrosa epidemia di peste che interessa l’intera Europa.

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XV SECOLO

  • 1465: dalla Chiesa matrice di San Giovanni Battista si stacca la Chiesa di San Bartolomeo di Roseghina che viene eretta Parrocchia e comprende Moltedo, Barò e Conna.


  • 1469: dalla Chiesa di San Bartolomeo di Roseghina si stacca la Chiesa di San Lorenzo, in Stellanello.

  • 1490: Andora perde il suo potere accentratore nei confronti del quartiere di Laigueglia, che può governarsi autonomamente, avendo ottenenuto il titolo di "universitas".

  • 1493: epidemia di peste.

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XVI SECOLO

  • 1501 – 1513: nella Chiesa di San Giovanni Battista viene ampliata la zona presbiteriale, vi si colloca il tabernacolo marmoreo (1513); i dipinti di Marco d’Oggiono e Battista da Vario (1503), sono esposti ora alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano.

  
  • 1524: nuova epidemia di peste.

  • 1528: un’altra ondata di peste colpisce la vallata di Andora: ne consegue un ulteriore moto migratorio verso Laigueglia e paesi limitrofi.

  • 1531: Andora è oggetto di un censimento economico (caratata) da parte di Genova, seguito da un altro di carattere demografico (1536 – 1537); secondo il censimento del Giustiniani in tale periodo, Andora sarebbe costituita: la Marina di Andora con 3 o 4 case, la villa pure nominata Andora posta su un poggio (castello) con 200 fuochi, Pigna con 4 fuochi, Rollo con 22, Beneo con 7, San Giovanni, Domo e Ferraia con 12, Conna con 70, la valle di Morteo con 20, San Bartolomeo con 18, Rosseghina con 35, Piano Rosso con 18, San Pietro con 20, Marino con 36, Mezzacqua con 18, Colla Micheri con 12; sebbene nel periodo la peste avesse decimato la popolazione riducendola a venti fuochi; poiché l’unità di misura in abitanti attribuita dagli storici al "fuoco" sarebbe pari a circa 5 o 6 persone, si otterrebbe un censimento "variabile" pari a 496 fuochi, cioè tra 2480 e 2976 abitanti, ridotti dalla peste a 100 – 120 abitanti.

  • 1531: tra la fine del mese di maggio ed il mese di novembre, dopo avere effettuato scorrerie e saccheggi a Recco, Alassio ed altri centri rivieraschi, i corsari turchi colpirono Andora, imprigionando 130 ostaggi e distruggendo gli abitati del Castello e della Marina, che rimarrà disabitata per oltre venti anni; (Fedozzi).

In tale anno si stacca dalla Chiesa matrice di San Giovanni Battista di Andora la Chiesa Parrocchiale di San Matteo a Laigueglia.

  • 1540: vicino alla Chiesa di San Pietro, sorge l’oratorio di San Luca, eretto nel 1540 ed un tempo lambito da un fossato oggi scomparso.


  • 1546: il 31 maggio, una flotta di pirati intercetta alcune imbarcazioni nel tratto tra l’Isola Gallinara e Capo Mele, imprigionando una giovane donna e la madre; da terra, la sentinella di guardia presso la costa di Laigueglia, manca di tempestività nel dare l’allarme, non segnalando il pericolo ed impossibilitando ogni intervento in aiuto ai malcapitati; il podestà di Andora, Geronimo di Montobio, punisce la sentinella incarcerandola come da lettera del 1° giugno 1546; tale evento è il preludio ad una imminente maggiore tragedia.

  • Il 25 luglio dello stesso anno, poco prima delle luci del giorno, quattordici vascelli corsari approdano presso la spiaggia di Laigueglia, temporaneamente non sorvegliata a causa della sicurezza infusa il giorno precedente dal lento passaggio della flotta di Giannettino Doria; la flotta corsara è guidata da Dragut, lo Zoppo e Charo Mustafà, partiti da Algeri alla volta delle coste liguri; gli abitanti sono sorpresi nel sonno: 250 sono catturati, comprese donne e bambini ed imbarcati prima dell’arrivo degli uomini armati di Alassio, corsi in soccorso appena venuti a conoscenza del fatto; tra i cittadini catturati figura anche il podestà di Andora, all’epoca residente a Laigueglia a causa del malsano clima nella valle del Merula, dovuto all’impaludamento dello stesso, con la creazione di un grosso stagno alla foce del torrente; 14 sono i morti, diversi i feriti di cui uno con un braccio mozzato ed un altro colpito da due frecce; il paese è stato saccheggiato e distrutto quasi totalmente.

  • 1550 – 1555: la Chiesa di Sant’Andrea a Conna divenne Parrocchia, con il distacco dalla matrice di San Bartolomeo di Roseghina.


  • 1565: a seguito delle tragedie dovute alle ripetute scorrerie corsare, molti centri abitati costieri provvedono alla costruzione di strutture fortilizie e di avvistamento in prossimità della costa: alla Marina di Andora viene realizzato il torrione in tale anno, mentre a Laigueglia pari costruzioni sorgono negli anni 1551, 1557 e 1564.

  • 1576: Andora, unitamente alle proprie dipendenze territoriali entra a far parte del "Dominio di Terraferma della Serenissima Repubblica di Genova". Risale a quest’anno un decreto del "Ser.mo Senato" che riguarda una disputa sorta fra la comunità di Andora e il suo quartiere di Laigueglia in merito alle spese di manutenzione della torre del Ciglione (Capo Mele). A questo periodo data, molto probabilmente, la costruzione del bastione della marina, eretto a salvaguardia dalle scorrerie dei "pirati barbareschi".

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XVII SECOLO

  • 1605: uomini di "razza dura" crearono la "Magnifica Comunità di Andora".

Nello stesso anno, compromesso tra Andora e Laigueglia circa le rispettive competenze politico – amministrative.

  • 1607: Andora è oggetto di una accurata analisi demografica contenente i nomi delle famiglie esistenti; di poco successivo è un ulteriore censimento riguardante il numero dei "fuochi" (famiglie).

  • 1616: il 10 agosto, la chiesa della SS. Trinità di Rollo fu iniziata, con la posa della prima pietra effettuata dal Reverendo Marco Rosso (Sacro e vago Giardinello).

  • 1622: viene iniziata la costruzione dell’Oratorio di San Bernardo a Conna; sarà ultimato nel 1635.

  • 1634: il 9 giugno, la Chiesa della SS. Trinità di Rollo viene benedetta dal Reverendo Antonino Berrobianco; l’11 giugno si celebra la prima S. Messa; la Chiesa sorse sui resti dell’oratorio omonimo edificato da uomini del 1300 provenienti da Briga e Tenda e definiti "più forti della peste".


  • 1637: il 25 marzo, con una solenne cerimonia in San Lorenzo, viene proclamata Maria Santissima Regina della Città di Genova e del Genovesato: a ricordo di tale occasione venne coniata dalla Magnifica Comunità di Andora una moneta del valore di 2 scudi.

  • 1666: si stacca dalla Chiesa matrice di San Giovanni Battista la Chiesa della Santissima Trinità di Rollo.


  • 1672: si stacca dalla Chiesa di San Bartolomeo di Roseghina la Chiesa di Sant'Andrea a Conna.

  • 1676: il podestà di Andora, residente abitualmente nel borgo del castello, ottiene di trasferirsi a Laigueglia durante il periodo "delle messi e delle vendemmie" (giugno – settembre); tre giorni alla settimana dovrà recarsi ad istruire le vertenze giudiziarie in Andora.

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XVIII SECOLO

  • 1715: fino a tale periodo, fu molto florida la pesca del corallo, probabilmente instaurata da abili pescatori spagnoli; esisteva un ricco banco corallino tra Capo Mele e l’isola Gallinara ed in tale tratto trovava l’ubicazione un punto denominato "scoglio delle vedove", ove perirono numerosi marinai e la cui esatta posizione era abilmente tenuta celata con l’obbligo di giuramento.

  • 1725: l’8 febbraio, la Chiesa di San Pietro viene eretta Parrocchia, staccndosi dalla Chiesa matrice di San Giovanni Battista; ha il pulpito del 1613 e la scultura di San Pietro sul frontone datata 1552; anticamente la casa canonica era nella borgata di Metta.


  • 1726: il 6 novembre, iniziarono i lavori di costruzione del nuovo campanile della Chiesa di San Pietro e, per tutto il tempo dei lavori, il parroco venne autorizzato a celebrare le funzioni nel vicino oratorio di San Luca.

  • 1751: viene ultimato il sagrato in ciottoli bianchi e neri della Parrocchia di San Pietro.

  • 1772: richiesta di separazione inoltrata dai "Magnifici Anziani" di Andora nei confronti del quartiere di Laigueglia.

  • 1772 – 1775: si succedono grandi burrasche che portano sconvolgimenti marini: il fondo del mare ne è devastato e ne consegue la drastica diminuzione della pesca esercitata in quel periodo; a tale evento seguì la tendenza, da parte dei pescatori, ad impiegarsi come marinai, per sopperire ai cali di attività e profitto.

  • 1792: si verificò un’altra serie di tempeste e forti mareggiate che stravolsero ulteriormente l’attività di pesca esercitata nel territorio; fu forse a seguito di tali eventi che furono irrimediabilmente danneggiati e perduti i ricchi banchi di coralli presenti nel tratto tra Capo Mele e l’Isola Gallinara.

  • 1794: il "Ser.mo Senato" di Genova concede, infine, la tanto sospirata separazione tra le località di Andora e Laigueglia.

Il 26 giugno dello stesso anno, navi inglesi spararono colpi di cannone sugli operai addetti, a Capo Mele, alla costruzione della "Strada della Cornice".

  • 1797: scoppiò un’epidemia di vaiolo; i primi vaccini furono somministrati dal dottor Andrea Badarò, laiguegliese.

Nello stesso anno, finisce il dominio della "Serenissima Repubblica di Genova"; si chiude una parentesi durata quasi cinque secoli e mezzo. Andora diventa parte della "Repubblica Democratica Ligure", fondata dal governo francese ed assiste al passaggio delle armate rivoluzionarie francesi.

  • 1797 – 1798: a seguito della riforma della Costituzione Genovese applicata in tali anni, Andora rientrò nella Giurisdizione del "Capo delle Mele", comprendente i cantoni di Alassio, Laigueglia, Andora, Cervo, Diano, Villa Faraldi e luoghi aggregati; successivamente, con l’ulteriore modifica della gestione amministrativa del territorio, Andora rientrò nel Dipartimento di Montenotte, Circondario di Porto Maurizio, Cantone di Alassio.

  • 1798: furono requisiti gli oggetti sacri d’oro e d’argento delle chiese, confiscati i beni delle chiese stesse, dei conventi e della nobiltà, per concorrere alle spese sugli armamenti continui voluti da Napoleone.

Nello stesso anno la Chiesa di San Bernardino in Villarelli è l'ultima chiesa parrocchiale a staccarsi dalla Chiesa matrice di San Giovanni Battista.

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XIX SECOLO

  • 1803: la minaccia di un’epidemia di febbre gialla indusse ad utilizzare sentinelle che sorvegliavano l’arrivo delle imbarcazioni, spesso trattenute in "quarantena"; gli andoresi furono impiegati, su ordinanza del Comune, in servizi di turni di guardia.

  • 1809: scoppia un’altra epidemia di vaiolo debellata con l’utilizzo delle vaccinazioni.

  • 1811 – 1812: su Capo Mele si svolgono i lavori per la realizzazione del tracciato dell’Aurelia moderna.

  • 1812: il 26 giugno, vascelli della flotta inglese si avvicinano a Capo Mele attaccando a colpi di cannone la costa; sessanta uomini della Guardia Nazionale di Andora oppongono resistenza e riescono a respingere l’attacco creando molte perdite agli aggressori e subendo alcune vittime.

  • 1814: il 4 febbraio, Papa Pio VIII, reduce dal soggiorno obbligato a Fontainebleau, transita sulla Julia Augusta attraverso il passo di Colla Micheri.

  • 1819: a seguito del riassetto apportato dal Congresso di Vienna, Andora fu costituita capoluogo di Mandamento: la sua giurisdizione territoriale comprendeva Stellanello, Testico, Casanova Lerrone e Vellego; la Pretura, ubicata in località Domo, temporaneamente viene spostata a Rollo.

  • 1825: il 4 gennaio, e il 7 maggio 1840 viene realizzato il tratto dell’attuale Strada Provinciale n° 13 "Valmerula" (Archivio Comunale), che collega direttamente con il vicino Comune di Stellanello; (Anfosso).

  • 1832: Carlo Felice apre l’Aurelia moderna, parzialmente modificata nel percorso rispetto alla  precedente Aurelia romana, e Ligure Costiera, al traffico delle vetture; (Anfosso).

  • 1836: viene riaperta al culto la Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo.

  • 1850: nasce il Marchese Marco Maglioni.

  • 1852: vengono iniziati i lavori di costruzione del Faro di Capo Mele; costruito dal Genio Civile di Genova; sarà ultimato nel 1856; (Vezzaro).


  • 1870: viene ultimato il "palazzo Siccardi" a Molino Nuovo, attorno al quale crescerà in seguito l’intero abitato.


  • 1872: il 25 gennaio avviene l'inaugurazione della linea ferroviaria Genova - Ventimiglia di km 114,700.
  • 1872: il 10 febbraio è aperta al pubblico la linea ferroviaria Genova - Ventimiglia.

  • 1887: un terremoto miete due vittime sul territorio comunale (due bambini, secondo alcune fonti) e distrugge quasi completamente il palazzo di residenza del Marchese Marco Maglioni, presso la Marina di Andora.

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